Stanare Casini

Pier Ferdinando Casini si presenta, non senza argomenti, come il più convinto sostenitore del governo, ma tende a proiettare una situazione eccezionale su scenari futuri, con effetti discutibili. Il punto focale del suo ragionamento, il superamento del bipolarismo muscolare nel quale assumono un peso più che proporzionale le formazioni estremiste, è giusto, ma dovrebbe essere articolato in modo meno podittico e più politico.
6 AGO 20
Immagine di Stanare Casini
Pier Ferdinando Casini si presenta, non senza argomenti, come il più convinto sostenitore del governo, ma tende a proiettare una situazione eccezionale su scenari futuri, con effetti discutibili. Il punto focale del suo ragionamento, il superamento del bipolarismo muscolare nel quale assumono un peso più che proporzionale le formazioni estremiste, è giusto, ma dovrebbe essere articolato in modo meno podittico e più politico. L’esperienza di coabitazione un po’ coatta in una maggioranza dei maggiori partiti dovrebbe far maturare un impegno comune a non utilizzare più la demonizzazione reciproca, che apparirebbe forzata dopo questa esperienza, come strumento fondamentale di connotazione delle coalizioni e dell’intero sistema politico. In un quadro più sereno, poi, è giusto che le differenze tra progressismo socialdemocratico e popolarismo moderato emergano e si confrontino, come accade in tutta Europa.

Casini si trova nella posizione più adatta per intestarsi l’obiettivo di un raggruppamento di tutti per l’Italia che veda confluire le diverse espressioni moderate, in competizione ma non in guerra con un analogo sforzo di raggruppare la sinistra riformista. Chi vincerà, assumendo quindi responsabilità di governo, potrà contare in anticipo sul riconoscimento da parte della minoranza della gravità dei problemi del paese e quindi su un atteggiamento di corresponsabilità nazionale. Mettere già ora in conto l’esigenza che questo nuovo rapporto politico si esprima in una sorta di grosse koalition è prematuro e persino controproducente. Induce in errori che accentuano le gelosie tra i partiti e indeboliscono il governo di oggi e le prospettive di domani. Casini può scegliere il piccolo cabotaggio, le trappole asimmetriche e il modesto lucro della tattica dei due forni, ma può anche rendere un servizio più importante al paese preparando un futuro non necessariamente emergenziale per la politica.

Tra qualche mese, è noto, il leader dell’Udc ha annunciato di voler dar vita a un nuovo grande contenitore delle forze moderate (“Un partito della nazione”) e se davvero le intenzioni sono queste è bene che Casini scelga, senza tentennamenti e senza timidezza, di lanciare la sua proposta. Sostenere che possa essere un’opa sul centrodestra forse è esagerato. Ma senz’altro Casini ha l’occasione di dettare l’agenda ai moderati italiani. E non coglierla, quell’occasione, sarebbe davvero un errore blu.